Fra i tagli di carne più curiosi, la bistecca di tomahawk copre certamente un posto di rilievo.
Storicamente, il tomahawk è conosciuto come un’arma bianca, dall’aspetto simile a una piccola ascia, usata dai nativi americani nelle loro battaglie.
Pensate che il nome deriva da alcune parole indiane traslitterate nella lingua inglese: nel romanzo americano Moby Dick, il personaggio Queequeg fuma una pipa che ha proprio la forma di quest’utensile.
Il successo del tomahawk è tale che, in alcune aree del Nord America, viene rievocato storicamente con il lancio folkloristico dell’arma.
Tuttavia, quello che interessa a noi carnivori è che il nome tomahawk sia stato d’ispirazione per un taglio di carne dal saporo gustoso e l’aspetto incredibilmente scenografico.
Curiosità bistecca di tomahawk: perché questo nome?
Ma perché una bistecca di carne dovrebbe portare il nome di un’ascia di guerra?
Effettivamente, nessuno si aspetterebbe un collegamento simile con la storia dei nativi americani.
La cosa, poi, stupisce ancora di più se si pensa che l’origine di questo taglio di carne non è americana, bensì australiana.
Il percorso che l’ha portato a essere apprezzato in tutto il mondo, tuttavia, parte proprio dagli Stati Uniti: paradiso della cucina BBQ.
Un modo di cucinare, quest’ultimo, che abbiamo già affrontato in un articolo sullo stinco di maiale.
Quanto alla bistecca di tomahawk, questa viene ricavata dalla sezione anteriore della lombata che arriva fino alla quinta vertebra.
Per intenderci: dall’area finale del collo alla lombata.
La carne, dal sapore succoso è aromatico, è abbarbicata a un enorme osso -30 centimentri circa- che viene ripulito e lasciato attaccato.
Proprio dalla forma dell’osso, viene il nome tomahawk.
Curiosità bistecca di tomahawk: richiami anche alla preistoria
Tuttavia, quello ai nativi americani non è l’unico richiamo ispirato dalla bistecca di tomahawk.
L’osso, e anche la consistente polpa della carne, gli hanno conferito il simpaticissimo e preistorico nome: “bistecca di brontosauro”.
Un po’ perché il taglio è di dimensioni considerevoli -5 centimetri di spessore e dagli 800 g. a 1.8 kg di peso- tanto da far pensare al grande dinosauro erbivoro; un po’ perché l’osso ricurvo rievoca l’arma utilizzata dagli antenati, nella serie animata The Flinstones.
Bistecca di tomahawk: da dove viene?
È chiaro, però, che la bistecca di tomahawk non possa arrivare da un brontosauro.
Nella sua forma originale -quella australiana- la bistecca di tomahwk viene da un sapiente incrocio fra le due razze di manzo black angus e Wagyu.
Bovini dalla mole prodigiosa, esclusivamente di sesso femminile, nutriti in modo sano e naturale.
Queste razze hanno la particolarità fisica di sviluppare tantissimo grasso intramuscolare. Caratteristica fondamentale per una buona bistecca di tomahawk.
Si sono tentati tagli di bistecca tomohawk con altre razze bovine; ma il risultato è stato quello di una carne secca e poco succosa.
Le razze più adatte, oltre a quelle già citate, sono la Hereford e la Maremmana; ma anche la Chianina e la Marchigiana.
Una carne succosa e saporita
Questo aspetto di marmorizzazione, con tanto grasso presente nelle fibre muscolari, dona alla bistecca di tomahawk un sapore morbido e vellutato: con tanti succhi che zampillano e mandano in estasi il palato.
Anche gli aspetti nutrizionali sono interessanti e apprezzabili nel contesto di un’alimentazione sana: molti sali minerali e vitamine importanti come la B6 e la B12.
Il parte più sana del grasso è inoltre ricca di Omega 3.
Componenti nutritive che derivano tutte da un’alimentazione naturale dell’animale.

Curiosità bistecca di tomahawsk: come cucinarla?
Fatte queste considerazione, avrete capito che la bistecca di tomahawk è molto più interessante da mangiare che da usare come ascia in battaglie campali.
Scopriamo quindi come cucinarla.
Durante la preparazione, la carne di tomahawk viene sottoposta a un lungo processo di frollatura, che gli conferisce un sapore pieno e fragrante.
In qualunque modo decidiate di cucinarla, dovete considerare di preservare questa caratteristica.
La griglia come miglior metodo di cottura
Il metodo migliore di cottura è alla griglia, secondo la tradizione americana.
Quando la si gira, però, bisogna assicurarsi di farlo con la pinza, facendo attenzione a non penetrarla, per non disperderne i succhi.
I succhi della bistecca
I succhi sono la componente che rende più gustosa questa carne: proprio per tale ragione, bisogna avvolgerla in fogli di stagnola per cinque minuti dopo la cottura.
Altro metodo di cottura, benché dia alla carne un sapore più secco, è la preparazione in forno a una temperatura di 200° gradi per circa 25 minuti.
Qualche suggerimento?
Prima della cottura, lasciar riposare per due ore la carne in frigo, in modo da evitare che temperature alte compromettano le fibre muscolari.
Utile marinare la carne nell’olio d’oliva per renderla ancora più succosa.
Le carni di Orsogna carni
Vi sarà chiaro, ormai, che non vendiamo asce di guerra, e che i nostri banchi non sono sezioni di un museo dedicato a Tatanka Yotanka.
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